Nowcasting…o Barbanera?

È fuori di dubbio che le scienze meteorologiche possano esserci di grandissimo aiuto nel nostro quotidiano permettendoci delle previsioni di fondamentale importanza in ambiti ben determinati, che occorre vengano sempre tenuti nel debito conto.

Una previsione si basa oggi su modelli matematici complessi elaborando l’infinità di dati forniti in maniera continua dai rilevamenti satellitari in un arco temporale, in teoria sempre più ristretto ed immediato.

La stampa come al solito ingigantisce con i suoi titoli la possibilità di prevedere i cambiamenti meteorologici e di riflesso quelli climatici relativi ai sempre più frequenti eventi naturali a cui assistiamo nella stragrande maggioranza dei casi, nella più totale impotenza.

Il dissesto idrogeologico del nostro territorio, oramai endemico, è amplificato dagli eventi naturali che purtroppo accadono nel divenire di tutto  il  pianeta  terra,  ma  la  misura  dell’affidabilità  concreta  delle  più recenti ricerche ne deve far capire i limiti invece d’illuderci che in un prossimo domani tutto sarà possibile, finanche la previsione tempestiva di eventi estremi.

Non possiamo però ignorare la tradizione plurisecolare del famoso lunario, compagno fidato del buon contadino che ne seguiva i consigli e i suggerimenti, e nella maggior parte dei casi si basavano su di una statistica efficace assai più veritiera delle previsioni romanzate che l’informazione si diverte a titolare ad ogni cambiamento di stagione, ogni fine settimana o ponte festivo e via discorrendo. Dei cosiddetti esperti meteorologi, non se ne può più, li troviamo dappertutto, le loro previsioni ci fanno rimpiangere con nostalgia il simpatico Colonnello Bernacca!

Michele Vista
Michele Vista
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