«Non ci lasciamo intimidire da possibili denunce»

di Carmela Carlucci, consigliera regionale dell’M5s Basilicata

Ho letto, ieri, con non poco sconcerto, la nota amara diffusa dalla dirigenza del CROB di Rionero. I toni della comunicazione e i messaggi, espliciti e meno espliciti, veicolati mi costringono a una replica. 

Prima di ogni cosa, mi corre l’obbligo di smentire nettamente la mendace insinuazione fatta a mio carico: dalla nota, infatti, si lascia intendere, in modo surrettizio e tendenzioso, che la sottoscritta lederebbe l’immagine del CROB, dei professionisti che vi lavorano e, addirittura, dei pazienti fragili curati dall’Istituto.

Oltre a trovare volgare la strumentalizzazione dei fragili pazienti assistiti dal CROB, sento il dovere di ribadire l’unico e solo interesse che ha guidato e che guida la mia legittima attività consiliare: ossia quello di tutelare l’eccellenza dell’IRCCS CROB di Rionero e di tutta la Basilicata, nell’interesse primo dei pazienti e di tutto il personale.

Tutte le mie azioni, interrogazioni e richieste di chiarimento, formalmente e regolarmente protocollate, sono tese, esclusivamente, a garantire la massima trasparenza e il più efficace funzionamento dell’Istituto per assicurare il migliore trattamento possibile a tutti i pazienti. E il migliore trattamento possibile passa anche dalla tutela di medici, ricercatori e personale amministrativo.

Non sospettavo che le mie richieste di chiarimento, perché di questo trattasi, potessero risultare così scomode da mobilitare un’accusa di lesione a danno del CROB. Diversamente – ma non è questo il caso, immagino – dovrei credere che questa accusa sia un inane tentativo di tacitare una legittima attività politica.

Certa del fatto che non sia questo il caso, ribadisco che, malgrado le insinuazioni, non desisterò dal chiedere risposte alle mie interrogazioni, sempre e solo nel tentativo di fare il bene dei pazienti e del CROB tutto.

Detto ciò, confermo di aver preso parte, nei giorni precedenti, a un incontro informale propostomi dal direttore Rossi. Raggiunto il Direttore, mi sono imbattuta in un ingente dispiegamento di forze da parte dell’establishment del CROB, di cui non ero stata messa a conoscenza. Le risposte ricevute, a mio dire anche parziali, alle mie domande non costituiscono atti ufficiali, ma solo l’occasione per un preliminare confronto che non può, naturalmente, sostituire un più serio, formale e istituzionale incontro. In ogni caso, resto in vigile attesa di risposte scritte da parte della Regione, ente formalmente interpellato sulla base delle numerose denunce e segnalazioni che ho raccolto nei mesi precedenti.

Dunque, né l’incontro informale né la nota successiva a firma della dirigenza taciteranno le mie domande e la mia azione politica.

Concludo dicendo che, se sarà necessario adire le vie legali per denunciare possibili distorsioni procedurali da parte dell’amministrazione del CROB, non ci sottrarremo.

Sulle offese personali ricevute, invece, sono disposta, momentaneamente, a tollerare.

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