Metabolismi rovinati

Le performance politiche, regionali, siccome comunali, avendo perso per strada, nonevèro, i connotati dell’urbanità, proliferano come schegge impazzite degne di un romanzo Urania, nel quale si racconta che un popolo di un altro mondo si è impadronito delle menti di alcuni terrestri costringendoli a gesti e comportamenti inconsulti.

Invece non è roba da Urania, bensì da cronaca quotidiana.

Oggi, però, non trovo, come notizia, né il licenziamento di un assessore, né la nomina del nuovo direttore Arpab, né l’annuncio di qualche dimissione, né, e questo è davvero troppo, un episodio di sessismo.

Verrebbe da pensare che stiano lavorando, semmai, ma è un optional, per il bene della comunità.

Al bene della comunità, però, sono dedicate le cure di molti personaggi. Per esempio di un magistrato che da ben 49 giorni non firma un decreto ingiuntivo, opera invero improba, come la scalata di un ottomila. Vien da pensare che usi il tempo per lenire gli animi, un uso pertanto terapeutico, che, maliziosamente, induce a convincersi che è meglio un cattivo accordo che una bella sentenza.

Non è scritto nei codici, ma, vivaddio è un istituto di carattere pretorio molto in voga.

Quanto agli istituti di origine pretoria c’è chi vi fa riferimento e chi no, secondo una oscura mappa del tipo di quelle della caccia al tesoro. Ma sto divagando.

Una giornata di stasi politica non ce la possiamo consentire. Ormai il frenetico ritmo delle estemporanee trovate della politica made in Basilicata (do you know? E certo che lo so) ha corrotto i metabolismi più regolari, causato casi di obesità e magrezze improvvise, quindi non può concedersi pause.

Suggerirei, quindi, almeno per la serata, qualcosa di forte, di gustoso, Ambrogio, tu cosa consigli?

-Signore suggerirei una manifestazione di maggioranza contro l’opposizione che non fa l’opposizione, con sit-in in piazza e slogan scanditi col megafono e musica popolare di sottofondo, balli e canti e, perché no?, un bel girotondo, un manifesto che condanna la guerra, e un altro classico con scritto “uniti si vince”.

-Ambrogio hai tanta fantasia. Ma non basta uno di quei decreti mozzafiato che sembrano voler cambiare la sorte del mondo e poi il giorno dopo vengono cestinati?

-Si, potrebbe anche andare, ma, Signore, occorre anche sorprendere. Che ne dice di un discorso del Sindaco sul balcone di piazza Sedile con le milizie schierate fino al tempietto di San Gerardo? -Diamine, che testa che hai Ambrogio. Ci penso, su, ti giuro che ci penso.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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