Mangiare un’idea

L’impressione è che chiunque arrivi al governo da oppositore, meglio ancora se del sistema, sia, piuttosto velocemente, fagocitato. Da chi? Dal sistema, appunto. Lo abbiamo visto, negli anni, per la Lega, più di recente è stato il M5S a essere rapidamente fagocitato, smembrato, reso liquido. Ora tocca a Meloni.

Beninteso, Meloni è già sistema, ma ha fatto da sola opposizione, anche se nella sostanza più di facciata che altro, ma comunque ha rappresentato una diversità dal normale conformismo, o draghismo, dei partiti.

Ma, non appena in odore di premierato, ecco che si muovono tutti, in primis Mattarella che la riceve due volte in segreto, forse per farle la lezioncina, forse per stabilire un contatto, forse per suggerire, dall’alto dell’esperienza di potere, come mantenerlo e non farsi nemici pericolosi, quindi come conformarsi meglio e subito al sistema.

Ma Meloni deve essere un passo avanti di quello che pensano gli altri: infatti si smarca troppo spesso da Salvini, che rimane più spregiudicatamente antisistema, per quello che gli riesce, ovviamente, ripete sempre che Putin no, che viva l’America e l’Atlantismo, l’Europa? Il massimo! Ma, e lo sottolineo, non sono questi comportamenti che l’hanno portata in testa nei sondaggi.

Da un paio o tre tornate elettorali paga solo l’essere contro, totalmente contro. I giornali si impegnano, quasi tutti, a ricordarci il gradimento pressocchè totale di Mattarella, Draghi e chiunque rappresenti il sistema. Ma poi gli esiti elettorali dicono il contrario. Meloni, ecco, ha forse anticipato una forma di conformismo sistemico, pensando di guadagnare ulteriore consenso. Non so se ci ha visto giusto, però.

Lo hanno capito Conte e Salvini, che stanno facendo i più discoli.

Diciamo che Meloni vive in anticipo quella sorta di complesso di inferiorità che i da poco arrivati nutrono irrimediabilmente per quelli che ritengono da sempre arrivati. Dove? Boh, ma arrivati da sempre.

Come quando il popolano che si è fatto una posizione si scappella davanti al ricco o nobile, oppure, ma è la stessa cosa, quando il popolano inutilmente svillaneggia il nobile pubblicamente per frustrazione.

Conte e Salvini, novelli discoli antisistema, però, hanno il peccato originale, cioè hanno fatto da servitori del sistema, pensando, anche loro abbagliati, di essere finalmente arrivati. Non lo erano. Perché un parvenu non arriva mai, può ambire solo a essere fagocitato.

Certo gli affari sono affari, il potere è il potere, ma un pizzico di psicologia applicata alla politica aiuta a capire tanto.

La politica dovrebbe, però, essere campo di battaglia di passioni, di idee, di principi, di valori. Ma niente di tutto questo. Le idee! Ma in Italia le idee sono pura astrazione, diceva Gaber, mangiarle significherebbe fare la rivoluzione, quella vera, quella di ogni persona al suo interno. Quella che non si vuole, perché l’italiano è un naturale conformista, un professionista dell’ipocrisia. Solo in segreto, ormai, vota chi si schiera, anche solo se a parole, contro lo stato delle cose.

E, per tornare a Gaber, le campagne elettorali sono l’astrazione, la favola, il sei al superenalotto, la vita invece è una dittatura del pensiero, un’altra astrazione, quella delle paure, delle urgenze, dei drammi, cose che contribuiscono a evitare la vera rivoluzione, quella delle coscienze.

Liberi di testa, questo non siamo e questo è quello che vogliono: non avere idee proprie, azzerare la capacità critica in favore di un tifo da curva.

Andateci voi a votare, io quel giorno andrò a curarmi i calli. Quelli dello spirito, of course.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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Un commento

  1. Probabilmente l’ascesa della Meloni è dovuta in gran parte ai peccati della sinistra. Sinistra? Vabbè quello che è. Per il resto si dice che tutti i movimenti una volta al potere diventano conservatori x la storia. Effettivamente la Meloni anticipa la storia xché non ha calcolato i compromessi di coalizione che dovrà fare.

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