“Lo vuole l’Europa”. Questo è quanto, si dice da sempre e qualcuno ha addirittura creduto fosse un semplice modo di dire…, un luogo comune. Così come ormai lo si crede anche per quanto riguarda il “detto”: «Piove, governo ladro», oppure: «comunque la colpa è del Governo» e ancora: «è tutta colpa della Meloni» e tanti altri detti di questo genere.
Il più delle volte chi usa queste locuzioni non è nemmeno consapevole di ciò che lui stesso dice e figuriamoci se è in grado di capire ciò che dice L’Europa.
Comunque, tornando ai “capricci” del Consiglio Europeo, ricordiamo che nel giugno del 2004, forse perché ci si preparava ad affrontare la calura estiva, tutti gli organi di informazione non facevano altro che riportare e commentare una specifica Norma Europea e cioè quella riguardante la libera circolazione della frutta e della verdura nel mercato europeo possibile solo a certe condizioni e rispettando certi parametri.
La norma in questione prevedeva che le arance, per entrare sul mercato, dovessero avere un diametro non inferiore a cm. 5,3 e che l’occasionale verde chiaro che si poteva intravvedere sulla buccia non doveva superare la percentuale di 1/5 della intera superfice.
Le mele invece dovevano avere un diametro di cm. 5 oppure cm. 6 per le qualità particolari e superiori.
Per i pomodori era previsto un diametro di cm. 3,5 per quelli tondi, mentre per quelli allungati il diametro doveva essere di cm. 3.
I meloni, non tutti ma per la maggior parte di essi, dovevano avere, obbligatoriamente, un diametro non inferiore a cm. 7,5 e il peso non superiore a 250 grammi, altrimenti esclusi dal Mercato Europeo.
Dopo questi pochi esempi di misurazione della frutta passiamo alla fase più difficoltosa per i vari paesi membri ed è quella della misurazione degli ortaggi essendo questi di misure variabili e variegate.
Ad esempio per quanto riguarda le zucchine, ortaggio più difficile da esaminare in quanto l’“illuminato funzionario europeo” aveva previsto una misura che andava da una lunghezza minima di cm. 7 ad una massima di cm. 35.
Il “misuratore ufficiale” doveva valutare e determinare con precisione, oltre la lunghezza, anche l’aspetto esteriore (come già previsto per la frutta), inoltre il peso dell’ortaggio non era facile da stabilire perché poteva variare dai g. 50 ai g. 450.
La zucchina idonea a ottenere il lasciapassare, per il Mercato Europeo, doveva avere un buccia liscia, lucida e un colore variabile tra il verde chiaro al verde scuro e non doveva presentare nodosità.
Mentre il Kiwi, descritto come un frutto a pelo corto, doveva avere un peso che non doveva superare i 65 grammi.
In quel periodo (2004) in Italia, era Presidente del Consiglio dei Ministri il Cav. Silvio Berlusconi (il suo Governo durò un anno). Anche allora a chi contestava queste “strane norme” gli si diceva: «Lo vuole l’Europa» e per il bene della Comunità tutti si zittivano e anzi si adoperavano per rispettare la “volontà Europea”.
Oggi, dopo 22 anni, assistiamo a qualche mutamento nell’organizzazione della Comunità Europea, ma comunque continuiamo a dire: «lo vuole l’Europa».
E infatti l’Europa, se pur con qualche variante, ci ha richiesto la misurazione di cose simili alla frutta e alla verdura e cioè quello che alcuni “grossisti di sventure” ci hanno imposto.
Questi malvagi signori ci hanno chiesto di misurare la lunghezza dei missili, il peso delle mine e “oggetti simili” che l’Amministrazione Europea aveva ormai demandato ad altri.
Il Mercato Comune Europeo, già dalla sua nascita aveva affidato alla Nato la gestione della difesa dei popoli e l’uso degli articoli da difesa, oggi invece, per una serie di strane motivazioni, la Nato è stata quasi declassata a “bancarella di prodotti bellici da difesa di seconda mano”.
I Paesi della C. E. sono stati obbligati ad “accettare” l’invito dell’”amico e alleato” a spendere molti soldi per l’autodifesa e non essere la palla al piede degli alleati.
In questo momento storico l’Europa, insieme al resto del mondo, assiste all’arricchimento dei soliti noti “grossisti di sventure” e aspettando, col naso rivolto al cielo, qualche “goccia di petrolio” magari con qualche zucchina vegetale sperando e pregando che non arrivino sulle nostre mense “zucchine ferrose” di notevoli misure e “pomodori minerali” di diverso tonnellaggio.
Questo certamente l’Europa non lo vuole.

