L’illuminismo  francese e il mondo greco-romano. Il pensiero di Cartesio

Al contrario di quanto si era verificato in Germania, in Francia del Rinascimento italiano venne preso quanto in esso vi era di razionale. In altri termini con lo «sturm», come con l’illuminismo venne dissociato nuovamente lo spirito dell’uomo in fede e ragione. I francesi attinsero, come del resto avevano fatto i tedeschi, alle stesse fonti rinascimentali, ma presero da questo solamente quella parte che era basata sulla ragione sulle forze dell’intelletto umano. Furono, del resto, i nostri manieristi specie nel campo della pittura, che portarono in Francia i precetti del nostro rinascimento, ma già modificati secondo le regole appunto del manierismo; un rinascimento , dunque, modificato e degenerato. Il Brinzino, il Beccafumi, il Rosso fiorentino, portarono nell’ambiente francese quello spirito del rinascimento che esasperava le forme, dando luogo al titanismo, al michelangiolismo, a un paganesimo portato agli eccessi. Furono essi, cioè, che portarono all’amore per il mito classico greco e romano che era stato, è vero, uno degli elementi più vivi del nostro rinascimento, ma solo per mitigare le esagerazioni del fideismo esasperato del medioevo. Furono questi autori che crearono in breve tempo quella scuola di Fontainebleau che doveva riprendere a studiare a fondo il mondo classico, non per comprenderne soltanto il significato, ma per ripeterlo in ogni particolare, in ogni minuzia, si può dire, i postulati, gli elementi in formazione. La Francia cioè andò, sul richiamo dei nostri manieristi, al mondo classico greco-romano, ma non vi andò solo esteriormente, bensì nella essenza stessa del movimento e del suo significato; il mondo classico venne studiato e assunto nelle sue fonti e ripreso con una passione, una disciplina, un accanimento che non si sarebbe potuto immaginare più vasto ed approfondito. Basta pensare che le opere dei grandi dell’antichità vennero riassunte una per una e che lo stesso mondo figurativo cominciò a rifarsi allo spirito di quel mondo dell’antichità, sino a provocare la moda archeologica che doveva poi portare al neoclassicismo, frutto diretto dell’illuminismo, nel campo dell’arte.

A questo spirito razionale collaborò anche il movimento filosofico del tempo e specialmente il pensiero cartesiano che si basava essenzialmente sulla realtà e sul lavoro della logica: al punto che anche nel linguaggio Cartesio dette luogo a quel periodare semplice succoso, conclusivo e integrale che noi ben conosciamo. Logicamente accompagnò il movimento uno spirito critico verso i valori del sentimento e della fede, e quindi, anche un movimento critico contro la religione e contro la Chiesa organizzata: spirito critico che doveva poi sfociare, insieme alle altre varie riforme, in quella rivoluzione francese che fu veramente imponente, quanto rivoluzionaria nel mondo di relazione, proprio perché fondata essenzialmente su fattori razionali, largamente elaborati, come sappiamo, dagli enciclopedisti e dagli illuministi in genere; questi ultimi come è noto volevano appunto illuminare le menti e conoscere quanto la ragione potesse, eliminando ogni valore fideistico sentimentale e insistendo sui fattori intellettivi e sulle forze della ragione. Da questo momento l’illuminismo , insieme ai romantici, assumeranno il compito di «guida» del mondo civile che si sposterà, sia pur per molto tempo e non completamente, dall’Italia verso l’Europa.

radionoff
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