L’esperimento di Gefocal e istituzione dell’Agro-forestale regionale

La costituzione del consorzio pubblico Gefocal, come singolare esperimento di comunità energetica, è nella direzione giusta di un modello pubblico-privato per la gestione organica e innovativa delle foreste e va nella direzione giusta, la direzione che la UIL ha sempre proposto per risolvere tre problemi: la manutenzione dei nostri boschi, prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico ; la produzione dell’energia con la valorizzazione degli “scarti” del sottobosco; creare occupazione produttiva, stabile e duratura.

E’ un modello in linea con le missioni proposte dal Pnrr e con una visione diversa dell’intervento regionale per l’impiego dei fondi europei .

Si tratta di buone pratiche e di forme di collaborazione fra molti attori che si battono per riportare il governo del territorio ad una visione di bene comune. Un ‘patto’ per favorire un contatto nuovo e profondo fra abitanti, associazioni culturali e ambientali, produttori, agricoltori, ricerca scientifica verso economie integrate di sviluppo locale.

Gefocal è la riprova di come si possa attuare quel complesso di programmi e progettualità che da tempo la Uil regionale ha elaborato, con l’apporto del Centro studi sociali e del lavoro (Cssel), della Uila (l’organizzazione dei lavoratori del comparto agro-industriale-forestale) per realizzare una nuova politica forestale.

La sfida è il riposizionamento dei sistemi di tutela e valorizzazione del ‘mondo forestale’ con una nuova entità, l’Agenzia agro-forestale regionale che abbiamo da anni proposto ai diversi Governi Regionali, tutti interessati, salvo poi rinviarne l’istituzione.

Si deve colmare un vuoto: quello del deficit gestionale nel settore, del ‘chi fa le cose’ con capacità manageriale .L’Agenzia deve tessere un sistema per collegare i vari punti della rete oggi non solo scollegati tra ma che procedono a scompartimenti-stagno.

Del resto, gli indirizzi europei ,le tendenze degli studi e della nuova cultura forestale, la legislazione di settore, tendono ad ampliare la programmazione del patrimonio boschivo nel campo della multifunzionalità: le politiche di tutela della biodiversità, quelle energetiche, climatiche, di sviluppo del turismo, di gestione del paesaggio, le politiche di sviluppo rurale.

Una strategia che stenta tuttavia ad essere tradotta in validi e convincenti processi decisionali della regione.

Le potenzialità della green economy sono enormi. Il primo fattore da rendere produttivo è il lavoro forestale, ancora ingabbiato dentro logiche manutentive ed assistenziali, e che invece deve divenire leva dello sviluppo regionale, e di crescita e valorizzazione degli stessi addetti.

Nel concreto, alcuni esempi concreti di multifunzionalità: la valorizzazione della linea energia-biomassa, la certificazione forestale e la linea del legno, la linea della arboricoltura da frutto, già nel patrimonio forestale regionale una coltivazione di pregio da valorizzare e sistemare. Insieme alla funghicoltura il tartufo, le erbe officinali i prodotti del sottobosco, il ripristino della funzione vivaistica. Ed ancora l’itinerario del turismo sociale naturalistico e la manutenzione e della difesa del territorio che include il tema della biodiversità e del paesaggio.

La convinzione è che l’insieme di questi segmenti, se messi in valore, possono indurre una gestione auto sostenuta e generativa di valori ,di reddito, di nuove qualificate opportunità occupazionali , con un incremento occupazionale valutabile in circa duemila nuove occasioni di lavoro.

Molto particolare è dunque la progettualità del Comune di Calvello, parte nella costituzione di Gefocal in linea con la sperimentazione precedente di una filiera corta legno energia .

Si tratta di nuovi schemi progettuali che secondo valutazioni del Cssel-Uil possono indurre una svolta nel campo dell’impiego delle biomasse; applicando alle tonnellate da lavorare nelle rispettive produttività per le singole fasi lavorative, è possibile ottenere una stima delle giornate/operaio necessarie per la produzione del cippato, incluso il conferimento sul piazzale di stoccaggio dell’impianto. Con una previsione di 22-23 risorse umane per megawatt installato e con una nuova occupazione intorno alle 4/500 unità di nuovi posti di lavoro sul territorio regionale. Inoltre c’è bisogno di un impianto di cogeneratore che oltre a produrre dalle biomasse calore produce elettricità senza sottovalutare che le compensazioni ambientali derivanti dagli accordi sul petrolio forniscono risorse finanziarie da mettere in circolazione per questi progetti e per nuova vegetazione forestale.
Questa è la sfida per consolidare il buon esperimento di Gefocal.

Vincenzo Tortorelli, segretario Uil Basilicata

Gerardo Nardiello, segretario Uila Basilicata

Giancarlo Vainieri, presidente Cssel

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