Leggete bene la Costituzione

Leggo, con una certa costernazione, i lamenti di sedicenti democratici di sinistra, riformisti, progressisti ecc. ecc., per la catastrofe che sembra aver colpito l’Italia con la nomina dei presidenti di camera e senato. Quasi che questo proprio non poteva accadere, ecco, come se il sole non illuminasse più o l’acqua non bagnasse più.

Che scherzi gioca la democrazia (ma io aggiungo quel po’ che ne rimane), pensate, non solo consente alla destra di essere votata, roba davvero dell’altro mondo, ma finanche di determinare le nomine apicali dei due rami del parlamento (o di quel che ne rimane).

Ma chi le ha scritte queste regole?

E quindi i lai che salgono al cielo, pieni talvolta di vituperi, tal’altra di rassegnazione, tal’altra ancora di autentica meraviglia, di stupore improvviso, lasciano capire come “sì, le regole sono quelle, ma cavolo, veramente pensate che sia possibile che quelli di destra, i post fascisti, possano sul serio governare? Esistere, pure pure, contribuire al governo dei migliori, ancora ancora, ma governare, suvvia”.

Bene, questo significa immaginare l’umanità come divisa fra una specie supposta superiore, quelli di sinistra, i democratici riformatori, i progressisti, i solidali, e una specie supposta inferiore, che non dovrebbe avere il diritto di osare, figuriamoci di governare. Ecco questo è il razzismo, spiegato, teorizzato e praticato.

Ora, ne sono sicuro, penseranno di correre ai ripari, appena possibile bisognerà fare una legge secondo la quale chiunque, se di destra, non esprime giuramento di bene e fedelmente adempiere a quanto richiesto dagli illuminati di sinistra, perde il diritto di voto, beh, questo è troppo, ecco, diciamo che perde la possibilità di ricoprire incarichi di governo se non con un tutore di sinistra. A posto. E ora una bella manifestazione contro la barba di Larussa, pessimo esemplare di antidemocratico (lui!), e i pensieri di Fontana. La CGIL si mobilita, Landini scalpita col megafono, Letta si incatena (a chiacchiere, figuriamoci se), e la stampa insorge. Colpo di stato! Mobilitazione! E perché no?, girotondi, nascondino e gioca dell’oca, ma anche il Monopoli, ormai sdoganato, da quando il potere economico si è sposato col (presunto) potere culturale.

L’insofferenza verso quella specie umana che mostra pensieri leciti, ma di destra, è talmente palese che diventa incontenibile e spinge gli eroi della libertà a negarla a quella parte di umanità che umanità non è, non può essere, perché di destra.

Che te ne fai del razzismo verso i neri, dilettanti. Per capire bene il razzismo bisogna essere visceralmente contro qualcuno, per come è, perché è, per come la pensa, per come agisce, quindi, basta con quei dilettanti di destra che, dicono, ma non è provato assolutamente, sarebbero contro la libertà sessuale, contro i neri, e che professano un sistema patriarcale, sebbene rappresentanti da una donna. Che poi, ma siamo davvero sicuri che Meloni è donna? Sembra difficile che una donna a destra abbia tanta importanza. Insomma non è nelle cose, nella logica, diamine.

Alla fine diranno che questa Costituzione va interpretata, è bella ma va interpretata per bene, quindi quell’art. 3, non parla di uguaglianza, cioè sì, parla di eguaglianza ma a sinistra, non può riguardare la destra, c’è scritto, basta saper leggere. E se non si capisce bene che la si cambi! Scriviamolo chiaramente, liberi sì, ma dal centro a sinistra. A destra che muoiano, se proprio devono esistere.

A conti fatti, però, per uno che esercita attivamente il suo diritto di non votare, ritenendo il materiale umano politico indifferenziato, questo spettacolo è ben godibile. A destra che non gli par vero e a sinistra pure e per motivi opposti. Tanto chi comanda non sta né a destra né a sinistra, certo è più vicino a sinistra, ma vedrete che come perfetti camaleonti sapranno fagogitare pure Larussa, se non l’hanno già fatto qualche decennio orsono, e questa è tutta scena.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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