«La sicurezza per i  lavoratori e le lavoratrici nell’area industriale di Melfi non è garantita»

“Nell’area industriale di Melfi, in particolar modo in prossimità di tutte le aziende dell’indotto, si continua a rischiare la vita”. Lo denuncia la segretaria Fiom Cgil Basilicata, Giorgia Calamita. “Le promesse delle istituzioni a partire dal governo regionale sulla messa in sicurezza dell’area industriale sono rimaste disattese: a oggi – afferma – riteniamo insufficiente l’azione messa in atto per la sicurezza delle persone, nonostante gli incidenti, anche mortali. La settimana scorsa, nei pressi degli stabilimenti dell’ indotto Stellantis – riferisce Calamita – una lavoratrice ha rischiato di essere investita da un automobilista alla fine del  primo turno di lavoro mentre attraversava la strada per raggiungere la fermata dell’autobus. La lavoratrice ha immediatamente schivato l’auto per evitare di essere investita, ma l’episodio avrebbe potuto avere un terribile epilogo. Il fatto che si possa rischiare così ripetutamente di perdere la vita per raggiungere il posto di lavoro è diventato un tema da affrontare. Le istituzioni competenti sono responsabili della tutela della salute e della vita delle persone, pertanto dovranno concretamente mettere in campo azioni straordinarie e urgenti nell’area industriale di Melfi. L’illuminazione non può essere l’unica risposta; per la messa in sicurezza dell’area industriale bisogna proseguire con tutte le azioni individuate e descritte durante i tanti incontri regionali, necessarie a superare la pericolosità di quella strada frequentata da tantissimi lavoratori  e mezzi. La FIOM CGIL – conclude Calamita – nel denunciare l’assenza delle istituzioni sull’area industriale di Melfi, su tutti i temi della sicurezza, chiede di mettere in pratica i provvedimenti necessari alla tutela dei lavoratori: ripristinare segnaletica stradale, in particolar modo in prossimità degli attraversamenti pedonali corrispondenti alle uscite delle aziende, regolamentare i percorsi e le fermate degli autobus rispetto alle reali esigenze dei lavoratori, intensificazione dei controlli delle forze di polizia su tutta l’area, riduzione dei limiti di velocità,  riattivare il Comitato Regionale per la prevenzione e sicurezza (allargato alle organizzazioni sindacali), rafforzare il personale ispettivo e di vigilanza dei luoghi di lavoro”.

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