Indagine psicologica e sociologica: “ingredienti” dell’opera di Pratolini

Nato da famiglia operaia, Vasco Pratolini ha una giovinezza provata da privazioni e ristrettezze economiche e deve adattarsi ai più svariati mestieri per sbarcare il lunario. Si dedica poi allo studio e finalmente a Firenze può cominciare a collaborare a giornali e riviste. Combatte per la Resistenza, poi si sposta a Milano come giornalista e successivamente a Napoli. Ha scritto: Il tappeto verde; Via dei magazzini; Le amiche ed il quartiere, una  serie di racconti degli esordi, di cui il più felice è proprio l’ultimo, in cui ritorna la Firenze dei rioni popolari, i luoghi dei cari ricordi dell’infanzia.

Le vie e le piazze di Firenze che troviamo in questi scritti abbracciate dal ricordo dello scrittore le troveremo sempre nei suoi romanzi. Le troveremo vivificate dall’affetto del Pratolini, popolate dai loro personaggi . A questi primi scritti segue Cronaca familiare e Cronache di poveri amanti, in cui la prosa di memorie si accompagna ad un’indagine ben approfondita della società italiana fatta dalla classe operaia o almeno con l’occhio e la mentalità della classe operaia. Con Cronache di poveri amanti lo scrittore ebbe il suo primo ampio successo e si vide attribuire il premio Libera Stampa. Dopo altri scritti il Pratolini ha completato una trilogia dal titolo generico “Una storia italiana” che abbraccia un periodo che va dall’unità d’Italia ai giorni nostri. Il primo volume è Metello, che ha visto assegnarsi nel ’55 il premio Viareggio. Il romanzo narra le vicende di un giovane muratore che è implicato nelle prime lotte sociali in Italia. Il romanzo è inquadrato nel periodo che va dal 1875 al 1902, anni in cui la classe operaia cominciava a prendere coscienza dei propri diritti e decideva di farli valere con i mezzi che aveva a disposizione. In questo quadro di lotte sociali viene inserita la storia personale di Metello che si fonde continuamente con i motivi sociali del libro. Vedia­mo così evolversi l’amore di Metello per Ersilia, il loro matrimonio, la crisi che sconvolge i due sposi e che viene superata proprio per la responsabilità che Marcello avverte nei confronti dei suoi compagni in sciopero, bisognosi di una guida sicura per essere condotti alla vittoria. Metello per la sua struttura e per la sua impostazione costituisce un punto di rottura con il decadentismo e una pietra miliare per il romanzo realista. L’indagine psicologica e sociologica viene approfondita e viene evidenziato quanto sia stato lento e faticoso il formarsi della coscienza della lotta di classe. È un tema che l’autore sente intimamente e non lo avverte solo come protesta sociale, ma anche come impegno umano e come necessità morale.

I fatti, le discussioni, i dialoghi sono riportati con semplicità e senza retorica a testimonianza del rispetto che l’autore ha verso la vicenda. Il secondo romanzo della trilogia è Lo scialo, che ha per protagonista la classe borghese, a differenza di Metello. A proposito di questo romanzo G. F. Vené ha detto: “Lo scialo è un romanzo troppo ampio e troppo re­cente per consentirci di esaminarlo in ogni suo aspetto. Ma non ci sembra dubbio che il protagonista, Giovanni Corsini, costituisca a tutt’oggi quasi il simbolo dell’alienato alla società industriale capitalista, osservato però realisticamente, senza cioè che la sua condanna e la sua abiezione finale suonino a condanna della società in sé. Giovanni Corsini, così come il muratore Metello, in origine un proletario. Tanto Metello quanto Gio­vanni, in periodi diversi, sono socialisti e il socialismo costituisce la veste politica del loro modo di espandere la propria personalità al di fuori del piccolo mondo che li circonda. Metello, come abbiamo scritto rinuncia ad alcun patteggiamento per­ sonale con gli esponenti della classe dominante… Giovanni, invece, al primo sorgere del pericolo e alla prima possibilità di risolvere la propria particolare situazione, cede: intanto le idee dalla testa chi me le leva?… Pratolini si limita a dire, fino a questo punto, che colui il quale rinuncia a combattere con la collettività rinuncia altresì a una parte della propria umanità e viene meno al principio etico-elementare della coscienza-azione. Dal momento in cui Giovanni Corsini separa la propria lotta personale per la vita dalla lotta di classe, si chiude in se stesso la sua coscienza si isterilisce, le sue idee inaridiscono, non fosse che per il mancato confronto di esse con la vita sociale”.

Dopo lo Scialo Pratolini ha tralasciato la trilogia ha scritto infatti La costanza  della ragione  dove viene rivissuta  l’infanzia del protagonista fino alla giovinezza e alla sua prima storia d’amore tragicamente interrotta dalla morte. Dopo questo romanzo viene completata la trilogia con Allegoria e Derisione , di cui G. Luti ha scritto: “Il romanzo si presenta come l’ultimo momento di un’ampia parabola storico-sociale. La storia, cioè, intima e pubblica di un intellettuale negli anni del pieno trionfo del fasci­smo, in quelli del suo crollo e della lotta di liberazione”. Le vicende di Allegoria e Derisione vengono narrate sotto forma di diario che scrive il suo giovane protagonista Valerio Marsili. Egli parteci­pa alla guerra d’Africa, a quella di Spagna, alla seconda guerra mondiale, alla resistenza. Pratolini sviluppa il racconto intrecciando gli avvenimenti della vita di Valerio con i fatti politici, militari e sociali dell’epoca. I con­trasti con la famiglia, i rapporti con gli amici danno modo all’autore di dimostrare che il conforto dell’amicizia e la solidarietà umana sono gli u­nici valori che restano all’uomo.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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