In nome della civiltà e della libertà…

Sembrerà strano ma la notizia dell’uccisione quotidiana di cristiani che avviene in tutto il mondo non interessa quasi più a nessuno. I giornali, anche quelli di estrazione cattolica, non s’indignano più di tanto. Non si organizzano manifestazioni di solidarietà per i caduti, non ci sono preghiere particolari o benedizioni particolari per l’uccisione di fratelli affidati alla Croce e morti per Essa. L’uccisione di un cristiano pare non faccia più notizia e allora “Pace all’anima sua” e passiamo ad altra notizia.

La nostra Radio-Rivista non è attrezza di “teli del silenzio e dell’indifferenza” pertanto, di fronte al più efferato dei delitti: l’omicidio, alza la propria voce in difesa delle vittime, qualunque esse siano.

Secondo le più moderne e attente scienze sociali, le cause della “mattanza” non sono effetto di una persecuzione religiosa ma di una conflittualità socio-economica dove membri di confessioni diverse, soprattutto in zone arretrate e affamate, si contestano un pozzo d’acqua, un cammello o altro. È successo in Nigeria dove gli uni hanno depredato l’acqua agli altri (di altra confessione), risultato… centinaia di moti. Sempre in Nigeria durante una funzione religiosa sono state lanciate delle granate nella chiesa. Risultato 50 morti, la maggior parte dei quali erano bambini.

Tutti i media s’interessarono dell’accaduto ma poi, il giorno dopo, tutti si occuparono d’altro. Del resto noi abbiamo una guerra in casa da raccontare, una campagna elettorale da seguire, l’informazione deve monitorare l’aumento del gas, l’efficienza dei vaccini anti virus che, in Italia, come in tutto il mondo civile, hanno messo a rischio l’”economia vacanziera”. Noi cattolici che oggi beatifichiamo un papa abbiamo gettato in mare o bloccato in ghetti le “zavorre religiose”, insieme a quelle della migrazione. Noi civili ed evoluti, che organizziamo l’accoglienza di questi extra comunitari (attraverso la politica), secondo i media più “acclarati”, siamo l’”aspetto nobile” del genere umano che deve occuparsi di “cose serie”. Analizzare le motivazioni dell’uccisione di un cristiano potrebbe significare considerare discordie ancestrali? Oppure interessi di fazioni che agiscono ora con motivazioni razziste e ora con quelle religiose?.

Qualcuno ha parlato di politica (interna ed estera) assenti da ogni realtà, qualche altro invece incolpa la Chiesa che si contenta di festeggiare la beatificazione di un papa che certamente meritevole di tale riconoscimento non ha avuto il riconoscimento (che prima o poi la storia gli darà) sulle motivazioni della sua morte.

In Africa e in questo momento maggiormente in Nigeria la strage dei cristiani è quotidiana proprio mentre in Occidente si predica per un la salvaguardia dei diritti dell’uomo, di libertà e di autonomia. Pare quasi che il mondo cattolico finge di ignorare tutti questi omicidi per poter effettuare, un domani, un ricambio di santi martiri sugli altari perché, di papi santi, ce ne sono pochi.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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