«Il rilancio del Crob (PZ) passa dalle scelte regionali»

di Sandra Guglielmi, segreteria Fp Cgil di Potenza

Sono ormai anni che sull’Irccs Crob di Rionero si continuano a segnalare, ciclicamente, criticità e ad aleggiare lo spettro di uno smantellamento della struttura. Ieri pomeriggio si è svolto nel cortile di Palazzo Fortunato un consiglio comunale aperto su presente e futuro dell’istituto oncologico lucano al quale abbiamo partecipato, interloquendo con la direzione strategica, il mondo politico e associativo, le altre organizzazioni sindacali e con lavoratori, pazienti e cittadini.

Attualmente, nonostante la recente riconferma di Irccs, ci troviamo in una situazione non rosea: il direttore sanitario si è dimesso un paio di mesi fa, il direttore generale è assente da settimane a causa di problemi di salute e non sappiamo se e quando ritornerà e la carenza di personale continua ad essere il problema dei problemi del centro di riferimento oncologico lucano. Il recente stop dell’attività chirurgica per carenza di anestesisti, sul quale siamo prontamente intervenuti prospettando le soluzioni poi adottate, è la cartina di tornasole di una situazione sicuramente da attenzionare con estrema cautela. Una situazione non improvvisa, che non avrebbe dovuto essere protratta sino al blocco dell’attività chirurgica e per tamponare la quale avevamo chiesto si attivassero immediatamente le convenzioni, prontamente sottoscritte, con il San Carlo e con le Aziende della rete Amore di Bari e Napoli. Si poteva e si doveva farlo prima. Le carenze non si fermano al personale medico e da tempo segnaliamo una grave carenza di personale infermieristico, per il quale siamo riusciti, opponendoci all’utilizzo di lavoro interinale, a far assumere prima attraverso l’utilizzo della graduatoria di un avviso pubblico del San Carlo ed ora attraverso un avviso pubblico del Crob.

Il personale che arriva, tuttavia, bisognerebbe fosse messo nelle migliori condizioni che lo spingono a restare e invece ultimamente è sempre maggiore la demotivazione, con dipendenti disincentivati, anche sul versante dei trattamenti accessori, sia dirigenziali che del comparto, che, se ne hanno l’opportunità, si trasferiscono in altre aziende. In sede di confronto regionale sono state fornite alle O.S. le tabelle riepilogative relative ai fondi sul trattamento accessorio per il personale del comparto sanità, dalle quali abbiamo rilevato che il valore medio procapite al Crob risulta di € 5.025,83, una somma di circa 1.200 € inferiore a quella media su base regionale (Asp 6.147, 64; Asm 6.068,64 e San Carlo 6.633,07). Abbiamo chiesto al Crob e all’assessore regionale di capire cosa abbia portato nel tempo al consolidarsi di tale differenza.

E’ indispensabile fare ogni sforzo possibile per creare le condizioni affinché il Crob torni ad essere un polo attrattivo per la mobilità attiva regionale e per fare questo serve richiamare, e far restare, anzitutto le professionalità che possono portare la struttura ad essere una eccellenza nella cura delle patologie oncologiche.

Un capitolo a parte, ma imprescindibile, quello che riguarda il ruolo della ricerca, sulla quale la Fp Cgil si sta spendendo a livello nazionale affinché si creino le condizioni per la stabilizzazione dei ricercatori. La legge di Bilancio per il 2018 (L. 205/2017) aveva avviato per loro un percorso a tempo determinato di 5+5 anni – la cosiddetta piramide della ricerca – con la previsione della stabilizzazione, al termine del percorso nei ruoli, anche dirigenziali, nel Ssn. Un percorso troppo lungo (la stabilizzazione Madia, cui questo personale è escluso, prevede 36 mesi, quella cosiddetta “covid” 18 mesi), complesso, che ha portato ad una emorragia di personale. Con la consapevolezza che non basta prevedere la riduzione del percorso previsto dalla legge 205/2017, ma occorre  intervenire subito con la prossima legge di Bilancio disponendo l’assunzione di questo personale con contratto a tempo indeterminato – operazione che passa necessariamente attraverso la definizione di dotazioni organiche della ricerca – proveremo, attraverso interlocuzioni con il Ministero (come quella avvenuta lo scorso 28 giugno in occasione del presidio “Ricerchiamo stabilmente” e che proseguirà a fine agosto –  a inserire la stabilizzazione dei precari della ricerca direttamente nella nuova legge di bilancio. Questioni a livello nazionale e locale che si intrecciano. Solo affrontando sinergicamente le problematiche, dando una spinta decisiva alla rete oncologica, prevedendo risorse regionali aggiuntive, oggi assenti, e programmando attentamente attraverso un confronto vero con le organizzazioni sindacali sulla visione della sanità che vedrà la luce a breve grazie ai fondi del Pnrr, potremo tornare a garantire ai lucani il diritto alla salute. Il Crob dovrà ritornare ad essere centrale in questo progetto di riordino e rilancio della sanità e per questo chiediamo all’assessore Fanelli che anche l’Irccs lucano possa avere, per rafforzare la sua mission di ricerca, finanziamenti regionali come quelli che arrivano negli altri Irccs, che si acceleri su una vera partenza della rete oncologica regionale, che si trovino forme di incentivazione per il personale e che si dia, a una struttura di eccellenza per l’oncologia, la guida di un direttore generale e un direttore sanitario presenti e autorevoli.

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