Ad Ascoli, nella gara di ritorno dei quarti di finale dei playoff di serie C, cala il sipario sulla stagione 2025/2026 del Potenza; la vittoria per 1-0 dei marchigiani, dopo lo 0-0 dell’andata, sancisce il passaggio alle semifinali dei bianconeri e l’eliminazione dei lucani. La sconfitta, però, non cancella quanto di buono costruito dalla squadra di Pietro De Giorgio durante tutta l’annata agonistica con la vittoria della Coppa Italia ed il buon cammino nei playoff, anzi testimonia solamente la realtà: i rossoblù hanno incontrato, probabilmente, la squadra più completa e forte tra quelle in corsa per l’ultimo posto disponibile per la Serie B. Difatti, l’Ascoli, è arrivato secondo nel girone B con 77 punti, soltanto tre in meno dell’Arezzo (80 che ha staccato il pass per la B dal “portone” principale). D’altronde, le due semifinali Ascoli-Catania e Salernitana-Brescia, vedranno contrapposte le tre seconde dei tre gironi (Brescia, Ascoli e Catania) e la terza del girone C (la Salernitana), a conferma che il valore tecnico espresso in campionato ed il “peso” della classifica finale, giocano un ruolo cruciale nella lotteria dei playoff.
Il Potenza, pur venendo eliminato nel doppio confronto dai marchigiani, ha lasciato negli occhi e nei cuori dei 600 tifosi rossoblù giunti nel Piceno, immagini di orgoglio, impegno, dedizione, sacrificio ed appartenenza.
L’Ascoli ha dimostrato sul campo, nei 180 minuti, tutta la propria superiorità di organico, imponendo un ritmo di gioco asfissiante, qualità nelle azioni espresse e tanta esperienza nella “lettura” delle partite. Nonostante questo, però, il Potenza non ha mai smesso di lottare e di crederci. Probabilmente, in qualche occasione, la truppa di De Giorgio avrebbe potuto osare di più, avere meno timore referenziale nei confronti dei bianconeri, ma si sa, con i “se” e con i “ma” non si va lontano e, a questo punto, è inutile recriminare su ciò che poteva essere e che, invece, non è stato. I lucani non hanno espresso il calcio scintillante, avvolgente e impetuoso ammirato in tante partite durante la stagione, anche e soprattutto per merito del pressing incessante e della manovra della squadra di Tomei, ma hanno comunque avuto il merito di rimanere in partita fino al gol qualificazione dell’ascolano Chakir (81’) creando qualche apprensione alla corazzata marchigiana.
Ciò che è emerso da questa stagione appena conclusa è che la squadra rossoblù abbia espresso il suo massimo possibile con tutte le proprie forze psico-fisiche. Il Potenza nel complesso si è dimostrato forte, unito, con una precisa identità di gioco ma, contro avversari costruiti per vincere il campionato, serviva la perfezione assoluta andando oltre i propri limiti.
A fine partita, però, il momento più significativo è arrivato dal settore ospiti dello stadio “Del Duca” di Ascoli. Lo striscione dedicato dalla Curva Ovest a Pietro De Giorgio — “Condottiero nel bene e nel male, Pietro De Giorgio uomo vero!” — rivela meglio di qualsiasi vittoria sul campo il profondo legame creatosi tra allenatore, squadra e tifoseria. Un attestato di stima e amore sincero per il tecnico calabrese che ha saputo guidare il gruppo con passione, carattere e autenticità sia nei momenti “facili” e sia in quelli “difficili”.
Nelle prossime settimane sarà tempo di riflessioni e programmazione per la società del patron Macchia in vista della prossima stagione di serie C. La squadra non dovrebbe essere smantellata se si vuol perseguire l’ottima strada tracciata in questi due anni da De Giorgio. Il Potenza ha delle basi solide e con qualche innesto mirato potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista nel prossimo campionato. Le parti, società, allenatore e calciatori si sederanno intorno ad un tavolo per decidere se proseguire insieme o meno e, se si, con quali obiettivi e con quali condizioni. Ma il tempo per queste valutazioni ci sarà nel futuro prossimo, ora è tempo di staccare e ricaricare le pile psico-fisiche dopo una stagione dispendiosa ma al tempo stesso soddisfacente per tutta la Potenza calcistica. Oggi resta l’orgoglio di aver vissuto una stagione intensa, appassionante, da protagonisti, suggellata dalla vittoria storica della Coppa Italia di serie C. Grazie Potenza! Ad maiora semper!

