Il “nobile teatrino” della cultura (video)

di Paolo Laurita, amministratore della Casa editrice “Edizioni Laurita Srls”

È strano vedere due personaggi ospiti in casa propria, due simpatiche figure che si sono scambiati i ruoli e soprattutto come questo simpatico “teatrino” abbia destato tanto interesse verso la nostra web-radio-rivista-tv. Resto sempre affascinato quando ho la possibilità di constatare gli straordinari risultati che la creatività, unita all’estro culturale, può produrre. L’intervista che Enrico Casartelli, scrittore e autore della redazione di Radionoff, ha fatto a Luigi Pistone, direttore di Radionoff, è stato un bel vedere, soprattutto ha dimostrato che due italiani colti rappresentano l’Italia pur essendo collocati alle due estremità del Paese. È stato oltremodo istruttivo quando, alle domande di Casartelli, a proposito del saggio “Solo Dio non accetta tangenti”, il direttore Pistone, autore del saggio, si spoglia dei panni del giornalista e risponde, appropriatamente, con quelli del sociologo. Alla domanda se l’uomo è corruttibile la risposta è stata che l’uomo, nella sua storia, annovera pregi e difetti che il contesto sociale in cui vive gli attribuiscono, quindi l’uomo non è né buono né cattivo, è corruttibile ma solo perché è corruttore. Questi alti concetti, magistralmente esposti nel saggio, sono stati trattati non solo sotto l’aspetto saggistico ma anche sotto l’aspetto linguistico dove i due, che io definirei poliglotti, hanno “anamnesizzato” scavando dal latino al greco, dall’italiano all’anglosassone. L’intervista ha offerto anche spunti di riflessioni su certe tragiche realtà come la meritocrazia mai applicata e sempre invocata e qui le due eccelse intelligenze hanno ironizzato citando anche Aristotele quando afferma che: «Il saggio non dice ciò che pensa ma pensa ciò che dice». E qui la bacchettata a quella politica che definiva “choosy” i giovani senza conoscere le realtà e le aspettative dei giovani. Un particolare riconoscimento all’intervistatore è dovuto quando parla del romanzo “Quel riflesso nell’oscurità” non come imbonitore ma come attento critico e lo fa senza raccontare la trama del romanzo lasciando all’autore, Luigi Pistone, la narrazione d’esso e qui altro elogio all’autore che descrive l’animus dei personaggi, l’aspetto psicologico più recondito d’essi che sono collocati in uno spazio temporale indefinito. Pistone ha messo in evidenza come il lettore può collocare spazio e tempo nel romanzo a proprio piacimento. Casartelli ha posto in evidenza come ciò è possibile in quanto è stato usato un linguaggio e una scrittura estremamente corretta ed elegante. Non c’è momento più esaltante, per un editore, come quello di guardare, ascoltare e constatare quanta qualità ha potuto edire e io ne sono fiero.

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