Halloween: “Basilicata ghost to ghost”

Oggi 31 ottobre si festeggia Halloween, dall’inglese “All Hallows’Eve” (letteralmente “vigilia di Ognissanti”) o notte di Tutti i Santi, una celebrazione tipica della cristianità occidentale osservata in molte nazioni. Sebbene tale festa abbia origine nel mondo celtico, britannico e nel nord Europa (Irlanda e Regno Unito su tutte), Halloween nel corso dei decenni, grazie alla globalizzazione, si è diffusa in gran parte del pianeta, dagli Stati Uniti all’Australia, dal Giappone al Sud America. L’Italia non ne è rimasta estranea, anche se, dalle nostre parti Halloween viene vissuto più come un carnevale a tinte “horror”, dove adulti e bambini partecipano a feste a tema vestiti da vampiri, fantasmi, streghe, diavoli, zombie, pipistrelli ecc. A onor del vero, in molti paesi e regioni dello “Stivale” ci sono tradizioni antiche che riguardano le festività di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti che, in qualche modo, ricordano Halloween. Vediamo nello specifico alcune storie “magiche” e gli itinerari “da paura” della Basilicata.

É una regione in cui realtà e fantasia si mescolano continuamente con racconti tramandati, il più delle volte oralmente, dagli anziani dei piccoli borghi lucani. É stato così fin dai tempi più antichi, forse perché le persone hanno bisogno di sognare sia per superare le difficoltà del presente e sia per sperare in un futuro migliore, ma anche per dare un’identità alle più inquiete paure ed in qualche modo esorcizzarle.

A Matera, i misteri si nascondono tra i “Sassi”, grotte, anfratti e gole nella gravina, dove in alcune notti di luna piena si possono sentire sussurri e lamenti lontani. Tra i calanchi di argilla di Aliano si narrano vicende di lupi mannari, “monacielli” lucani, “masciare” e fattucchiere di un mondo magico fatto di incantesimi e fatture. Poco lontano da Aliano sorge Craco, il “paese fantasma” per eccellenza, dove si erge dall’antico borgo disabitato una torre che sembra essere “infestata” da spiriti del passato. Spostandosi verso la zona interna della Lucania ci si imbatte nel percorso delle “sette pietre” a Castelmezzano, luogo fortemente suggestivo e “popolato” da spaventose streghe. Lì vicino vi è il borgo di Campomaggiore “Vecchia” dove nelle notti estive è probabile imbattersi in qualche anima “dannata” che vaga per il paese. A Balvano, dove c’è stato uno dei più grandi disastri ferroviari d’Europa, si narra che in alcune notti dell’anno si possano sentire i lamenti strazianti delle vittime. A Potenza, lungo il fiume Basento, si trova un piccolo ponte lastricato in pietra risalente al periodo romano, noto come ponte di “San Vito”. L’opera, fatta risalire al tempo dell’imperatore Diocleziano, ha subito nel tempo svariati interventi di restauro per via dell’enorme importanza che questo ponte ha rivestito. Infatti questo viadotto fungeva da collegamento lungo la via Erculea. Su questo ponte, è avvenuto un evento molto particolare sotto lo sguardo impaurito dei testimoni oculari. Raccontano di aver visto una carrozza trainata da due cavalli giungere nei pressi del vecchio ponte costeggiando il fiume. Una volta arrivata a metà dello stesso, i cavalli sono stati spronati al galoppo dalla figura spettrale di un cocchiere per poi gettarsi nel Basento. Le persone presenti dicono di essersi immediatamente sporte al di là del parapetto senza però trovare alcuna traccia della misteriosa carrozza fantasma.

Queste sono solo alcune delle tante storie “spettrali” che si narrano in Basilicata e forse non sapremo mai se esse hanno un fondo di verità; dato che, spesso, la realtà si nasconde tra le pieghe delle tradizioni e delle credenze popolari. Buon Halloween “lucano”!

Nicola Cirigliano
Nicola Cirigliano
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