Franti non vuole più ridere

Non si può essere servi di due padroni, recita il Vangelo di oggi. Quindi non si può servire Dio e la ricchezza contemporaneamente. Eppure sembra in voga servire due o più padroni. Per esempio si serve il proprio paese e la propria vanità, lo fanno i politici. Questi servono anche l’ambizione, la ricchezza e il proprio paese. La domanda è: nel momento di scegliere, l’italico politico, sceglierà l’ambizione e la ricchezza o il suo paese?

E’ evidente che sono due padroni inconciliabili, servire uno significa non servire l’altro. Servire il proprio paese dovrebbe essere vocazione estrema, perché significa anteporre il bene del paese al proprio, alle proprie vanità e ambizioni. Perché è come servire Dio. Una missione.

A dirlo in giro, però, fa ridere, vero?

Un parlamentare che per vocazione diventa missionario del suo paese, roba da non credere e presumo mai vista, almeno negli ultimi tempi. Tanto originale che se la dici ad alta voce ti prendono a pernacchie: ma in che mondo vivi? Ma va là. Sei un pazzo. E roba del genere.

Ciò dimostra il livello nel quale vegetiamo: bassi istinti, e superdifesa di tutte quelle cose che un cristiano depreca.

Certo, c’è sempre un sipario aperto per la solidarietà di facciata, quella sfusa che si vende a etti, un palcoscenico per la lealtà e i buoni principi, elargiti gratis nel dopolavoro, un’arena dove celebrare il futuro governo dei migliori, un paese dove trionfi il merito e dove la responsabilità pesi sulle spalle come un bilanciere sulle spalle di un lottatore di Sumo.

Ma qui viene in ballo l’ipocrisia, la virtù degli italiani per eccellenza, che svillaneggiano i raccomandati mentre ne cercano una, di raccomandazione. Che gridano allo scandalo per i concorsi e le selezioni truccate degli avversari non vedendo l’ora di poterne truccare una loro e in maniera spudorata.

In Italia c’è un paese reale, in estrema difficoltà, innanzitutto di valori, perché non ne ha più uno, e un risicato ceto di governo che vive nel lusso, si ricopre di privilegi senza alcun pudore e svillaneggia le istituzioni giorno dopo giorno.

Poi c’è anche una fetta di popolazione seria, succube, vittima, di valore, che se non espatria subisce lo strapotere sfottente degli ultimi arrivati, senza arte né parte, ma appartenenti alle filiere che contano.

Qualcosa non ha funzionato, davvero.

-Allora ora col voto potrai scegliere chi davvero vale.

E Franti si sbellicò dalle risate.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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