Enfatizzo, quindi sono

E l’Italia si risvegliò con l’ennesima sua “prima volta”. Credo, invece, che si tratti di un giorno normale, in cui si è insediato un governo normale, con un premier normale. Cioè tutto nella regola, niente di stratosferico.

Dice: ma non si era mai vista una premier donna. Beh? Solo un caso fortuito, dovuto alla circostanza, di non poco conto che, alla politica, si affacciano portaborse, sudditi, servitori, collaboratori e nullafacenti. Di entrambi i sessi. Poche le persone di valore. Poi ne capita una, che ne ha di indiscusso, dopo mille controfigure o tecnici, e capita che è donna. Beh? Dov’è l’eccezionalità?

L’eccezionalità sta solo nel fatto che finalmente una donna in politica, che si è fatta da sola, ha scalato la montagna ed è diventata premier, dopo essersi sentita dare della caciottara e robaccia del genere. Ma se fosse stato un uomo sarebbe stata la stessa cosa.

Ora un buon 70% di quelli del “caciottara” sono già in fila col dito alzato per dire che “io l’avevo sempre detto che era davvero brava. O Donna è bello” e menate del genere. Ipocriti.

Se c’è una vera novità, quindi, sta in questo, che un politico/a si è affermato/a senza benedizioni, ma solo e soltanto col favore degli italiani.

Un’altra verità, invero, c’è. E consiste nel fatto che gli italiani hanno detto un poderoso NO a tutto il centro, di destra come di sinistra, ai moderati, e non so come altro si devono chiamare. Ha scelto, l’Italia, la destra. Ha detto NO alla sinistra e ai movimenti che “con gli altri mai”, “anzi sì”.

Rimarrà delusa l’Italia che ha virato a destra?

Il futuro ce lo dirà. E l’Italia potrà votare per un altro partito. Checchè se ne dica, questa è la democrazia, nonostante si tendesse a confonderla con quel sistema nel quale, vinca o no le elezioni, governa sempre la sinistra. Quella che avanza, beninteso, cioè quei residui di sinistra oggi più che altro UFO, cioè fenomeni non identificati che vagano nella stratosfera della politica, senza sapere chi siano e da dove provengano.

L’enfasi di questi giorni, francamente, sebbene in linea con l’enfasi che ormai abbraccia tutto e tutti, ha superato ogni limite. Sembra che non si viva che di episodi da enfatizzare, e che palle: dallo sportivo che piange, a quelli che si danno la mano, dalla messa di Monti, alla camminata per Roma di Papa Francesco, dalle scarpe di Meloni, alla goffa firma di Salvini, basta!

Si vola da un atteggiamento servile a un altro immediatamente dopo volgare e ostile. Dal beffeggio alla leccata, e senza passare da un punto di media sobrietà.

Dal tutti in piedi a spellarsi le mani per una canzone qualsiasi, all’entusiasmo più sfrenato per un oro alle olimpiadi.

Quasi si debba sempre partecipare a qualcosa di memorabile, quando la vita è altro.

Epocale! Cribbio, di epocale c’è solo questa perenne messa in scena e, devo ripetermi, che palle!

Ma perché non provate a commuovervi per una cosa davvero eccezionale e seria? Davvero si pensa che accada una cosa umana eccezionale al giorno? Ma sorprendetevi per un tramonto, non per l’emozione di un neo ministro, cavolo!

Comunque sia varrà la pena fare un’eccezione: cioè, se il Napoli vince lo scudetto sarà lecito emozionarsi e commuoversi, da Roma in giù, beninteso. Ma al massimo per dieci minuti, mi raccomando!

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
Articoli: 243