Dati Istat spopolamento Basilicata e aree interne. «Servono scelte urgenti e coraggiose»

di Francesco Cupparo, assessore Regione Basilicata

Le ultime previsioni ISTAT sull’accentuazione dell’emergenza demografica nella nostra regione e in particolare sullo spopolamento dei piccoli comuni e delle aree interne richiedono scelte urgenti e coraggiose prima di tutto di politica nazionale che auspichiamo il nuovo Parlamento e il nuovo Governo affronteranno il più rapidamente possibile in concertazione con Regioni e Comuni.

Nonostante la sua centralità geografica nel sistema economico e territoriale della Regione la fascia appenninica collinare e montana della Basilicata rappresenta 2/3 del territorio e 1/3 della popolazione. Nessuna questione, come quella delle aree interne, ha vissuto e vive gli impatti negativi della ‘discontinuità’ con cui si sono alternate finora concezioni e politiche di intervento,  del processo di emarginazione delle aree interne meridionali come questione di interesse nazionale, a partire dalla cessazione dell’intervento straordinario.

È da tempo  che come Regioni attendiamo una proposta di legge nazionale sul tema della montagna con l’obiettivo del rilancio di un territorio sempre più colpito dallo spopolamento insieme all’istituzione di un tavolo tecnico scientifico.

Per la Basilicata e le Regioni del Sud che non dispongono di adeguate risorse finanziarie l’opportunità principale è il Pnrr per affrontare prioritariamente l’emergenza demografica rappresentata dalla fuga dei nostri giovani dai paesi montani e delle aree interne e per elevare la qualità della vita e dei servizi a favore delle comunità che vi risiedono, avviando a soluzione la nota carenza di infrastrutture.

In particolare, la SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) è passata da una fase sperimentale a strutturarsi come componente delle politiche strutturali nazionali.
La Giunta Regionale con il Presidente Bardi sta facendo fino in fondo la sua parte.
Con il Piano Strategico riteniamo che debba essere riportato in evidenza che nelle aree interne regionali si sono andati accumulando, grazie agli enormi investimenti pubblici sia dell’intervento straordinario che degli interventi del dopo terremoto 1980, capitali fissi sociali e produttivi e rese disponibili risorse ambientali e territoriali di cui oggi viene trascurata frequentemente la stessa conoscenza.

Nella fase attuale è dunque quanto mai necessaria un’operazione di ricognizione e di valutazione economica dei capitali e delle risorse già disponibili e di quelle che possono essere rese disponibili con gli interventi di completamento e/o di sola manutenzione straordinaria. Inoltre, le aree interne della Basilicata, come quelle delle regioni meridionali, proprio in ragione delle caratteristiche geografiche e della localizzazione, in esse diffusa, di infrastrutture e di risorse disponibili, sono oggi “utili”, più che nel passato, per accelerare l’avanzamento di scenari di integrazione interregionale.

Per questa ragione l’utilizzazione a fini di sviluppo economico dei capitali e delle risorse già disponibili e non utilizzate è oggi passaggio strategico sia per rilanciare il ciclo di espansione della base produttiva, avviata nel secondo dopoguerra ed interrotto negli ultimi due decenni, sia soprattutto per evitare l’avvitamento delle strutture di formazione dei PIL regionali intorno ad attività non di mercato, quali le attività di produzione di beni e servizi non vendibili, piuttosto che sull’espansione delle attività di mercato, quali le strutture di produzione di beni e servizi vendibili.

All’interno di questa nuova strategia della Giunta Bardi il contrasto allo spopolamento e la rivitalizzazione dei centri storici come attrazione turistica sono gli obiettivi prioritari che intendiamo perseguire a partire da una concertazione più efficace con il nuovo Parlamento e il nuovo Governo attraverso i progetti specifici del Pnrr.

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