Come se nulla fosse accaduto

Così vanno avanti i politici, i partiti e tanta altra gente. Farò un esempio: Berlusconi promette tutto quello che aveva già promesso una manciata di anni orsono e che non aveva mantenuto. Il M5S prova a mostrare una verginità ormai perduta, anzi svenduta col primo governo e risvenduta col secondo.

La sinistra continua a suggerire rimedi (?) come se non avesse mai governato.

E così tutti gli altri. Fanno come se nulla fosse accaduto finora, come se la storia non ci raccontasse di un’Italia corrotta, inefficiente e in crisi totale, nonostante le promesse, le assicurazioni e i governi di tutti quelli che oggi mostrano baldanzosamente di avere la ricetta per la cura di ogni male sociale ed economico.

E’ questa la cosa che fa davvero male, essere ritenuti incapaci di fare due più due, di mettere assieme le promesse degli ultimi decenni coi risultati ottenuti, di constatare come la politica non abbia niente di serio da offrire e di come l’Italia tutta sia lo specchio di una decadenza morale in atto da tempo e di come riesca a sopravvivere solo per una sorta di equilibrismo delle cose naturale, capace di resistere anche agli urti degli italiani.

Ogni frase o slogan della campagna elettorale trova la sua smentita negli slogan degli anni precedenti in un teatro dell’assurdo nel quale ognuno proclama bianco quello che fino a ieri proclamava convintamente nero.

Io non credo che sia necessario rimanere coerenti con le idee del passato, perché ogni idea è ancorata al suo contesto, ma che le opinioni possano cambiare a seconda di quello che conviene è un’altra cosa e cambiare opinione a seconda della opportunità è una sfacciata e pericolosa presa in giro che si concretizza nella mancanza di rispetto degli italiani e nella più grave mancanza di rispetto degli italiani per se stessi, capaci, come sono, di entusiasmarsi per qualsiasi cazzata sparata a dispetto di quanto sostenuto fino a ieri, e capaci, come sono, di seguire con un servilismo penoso, i loro leader di riferimento qualsiasi cosa dicano o facciano, acriticamente, nel tentativo, malsano, di venir un giorno premiati.

Le spericolate manovre programmatiche dei partiti si spiegano solo con la incancrenita paraculaggine degli italiani, buoni servi per ogni padrone, incapaci di cittadinanza, figuriamoci se di un pensiero autonomo.

E se non è giusto generalizzare, preciso che i pochi a salvarsi vivono come in un ghetto, isolati, in quanto pericolosi, o, se va bene, ritenuti strani. Il vero razzismo è oggi quello nei confronti dei veramente liberi, di chi ha dignità e senso di cittadinanza. Una minoranza senza rappresentanza, indifesa, sicuramente indifendibile da questa Italia che, è evidente, non è un paese per onesti, intellettualmente e non.

E quindi, come voti?

Non voto, grazie.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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