Che carnevalata

Tre illustri personaggi hanno colpito la mia immaginazione negli ultimi giorni. Moratti, Calenda e Conte. Rappresentano, secondo il mio modesto avviso, i nostri tempi, la loro fatuità, la stagione della vanità e il voler esserci a tutti i costi, costasse anche giocarsi una parte consistente di dignità.

Moratti.

Da ragazzi si diceva, quanto agli appetiti sessuali dei più appassionati, fossero maschietti, femminucce o quello che volete, “basta che respira”, intendendo dire che del partner, anche occasionale, non si arrivava ad apprezzare la bellezza o il fascino, quanto la mera possibilità di farci sesso. Ecco, declinandolo in politica si tradurrebbe in un “basta che c’è una poltrona”. Fa davvero nulla se bisogna cambiare schieramento, idee, addirittura posizionamento ed alleanze, basta essere considerati e avere un posto al sole.

Ovviamente giova ricordare che se il centro destra l’avesse candidata a governatore, non avrebbe sentito l’urgenza di cambiare una famiglia che dura da sempre; va da sé che se fosse stata nominata ministro sarebbe stata una fidata di Meloni e non una sua avversaria., Ma, oggi come oggi, poco conta se dall’oggi al domani si cambia posizionamento per non aver ricevuto il giusto ossequio e la giusta candidatura.

Che roba.

Calenda.

L’ho sentito cantare “Bella Ciao”, con la premessa che chi più di lui debba cantarla. Roba da non credere, ma ve lo immaginate Calenda partigiano? Dai Parioli con ferocia, lo intitolerei. Nuova specie di partigiano (parmigiano?) fighetto.

Roba da non credere.

Conte.

Ora ci ha preso gusto, si è inventato leader di un partito difficilmente collocabile, avendo avuto la rara capacità di governare prima con Salvini e il giorno dopo con Letta e Speranza, senza scossoni, amabilmente, come se non significasse nulla cambiare alleato, politica e programmi.

Ora, fresco ancora di salvinismo, si erge a leader della sinistra, diventa pacifista, dopo aver governato con Draghi e aver firmato ogni specie di provvedimento che inviava armi all’Ucraina. Ma, dico, davvero?

Insomma una meravigliosa carnevalata. Poi dice che vince la destra. Beninteso, pure questa, insomma, lasciamo stare, ma, vivaddio, sembra ancora nel recinto del coerente.

Ecco, la coerenza. Oggi sembra valore perduto irrimediabilmente. In cambio il valore della faccia tosta, diventato in pochi anni vessillo di tutto.

-Buongiorno, mi hanno detto che vendete faccia tosta sfusa, ne potrei avere un etto?

-E che ci fa con un etto? Al più cambia squadra da tifare. Per questioni morali e politiche la dose minima consigliata è un paio di chili.

-Cavolo! E quanto costano?

-E qui sta il bello! E’ gratis, basta spenderla per il centro sinistra. Un’offerta dell’ultima ora. E’ la promozione che è stata lanciata per la candidatura di Moratti. Uniti per vincere.

-Ma io sono fascista!

-E che ti frega. Per questo doniamo faccia tosta.

-Bene. Posologia?

-Anche in unica soluzione, la butti giù anche ora. -Gnam! Caspita. Pure buona. “Una mattina, mi son svegliato….” Diavolo, funziona. Viva Marx, viva Lenin, viva l’Internazionale!” Uh!, che figo. Grazie e ciao, vado a comprare Repubblica!

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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