«Bonus gas, una Babele di tecnicismi per scoraggiare i cittadini, soprattutto i più anziani»

“Inutili tecnicismi per scoraggiare i cittadini e spostare l’attenzione dal clima di sfiducia generalizzata che si respira in Basilicata dopo il recente blitz dell’antimafia che ha travolto parte della politica regionale. Siamo stati profeti inascoltati, quando durante questi mesi intercorsi dalla proposta di legge sulla molecola del gas gratuito ai lucani, all’applicazione nei fatti del beneficio, nulla è stato fatto. E adesso ci ritroviamo in una Babele burocratica alimentata da inutili tensioni politiche”. Lo dichiara Carmine Vaccaro, segretario della Uil Pensionati di Basilicata, preoccupato da quello che lui stesso definisce un “pietoso caos frutto dell’irresponsabile inerzia di un esecutivo regionale che, nei mesi scorsi, alle promesse fatte ai cittadini in chiave elettorale, non ha saputo o voluto affiancare la programmazione di un percorso condiviso e sostenibile per la raccolta delle istanze. Ecco che giustamente i sindaci riuniti nell’Anci, si trovano di fronte al fatto compiuto in barba al principio di solidarietà e collaborazione interistituzionale.  Invece di propagandare il bonus gas nelle settimane antecedenti al voto del 25 settembre scorso, sarebbe stato opportuno riunire amministratori comunali, immaginare un sistema di archiviazione delle pratiche attraverso la collaborazione con sindacati, associazioni dei consumatori e le stesse società energetiche. Sportelli a diretto contatto con i cittadini. Soprattutto quelli più fragili e avanti con l’età poco avvezzi all’uso degli strumenti tecnologici. Ma la collaborazione, la condivisone sono pratiche sconosciute a questo centrodestra guidato da Bardi che è abituato a svolgere la sua attività nel chiuso dei palazzi. E adesso è caos totale. Cittadini disorientati, spazientiti, illusi dall’idea di poter beneficiare di un sostegno vero e non del solito contentino”. “Mi sarei aspettato – continua il segretario della UilP- che l’esperienza della campagna vaccinale anti-Covid avesse insegnato qualcosa ai nostri amministratori. Come dimenticare quelle file davanti le tende del Qatar per le somministrazioni dei vaccini agli over 60, quelle lunghe interminabili attese al freddo furono immortalate anche dalle fotografie stampate sulle pagine dei quotidiani nazionali. Senza contare che anche in quel caso la Regione sobbarcò il grosso del lavoro sulle spalle dei medici di famiglia. E adesso siamo punto e a capo, visto che con questo sistema dell’autocertificazione da consegnare tramite Spid ai Comuni, ci saranno non poche rinunce. Vi immaginate i nostri genitori, nonni, zii fare istanza di Spid, compilare la documentazione e presentarla come se nulla fosse in soli cinque giorni? Una ingiusta corsa contro il tempo. Come dovranno sbrigare la questione quelle persone anziane che magari hanno difficoltà ad usare finanche il cellulare o che al peggio non posseggono alcun apparecchio tecnologico? O quelli che non possono beneficiare dell’assistenza di figli e nipoti, che magari vivono in altre regioni, per recarsi allo sportello fisico e compilare tutta la documentazione? A me sembra un chiaro invito a desistere. Perché si è aspettato ottobre per chiedere ai cittadini di fare domanda in meno di una settimana quando la proposta è diventata legge il 13 agosto? C’era di meglio da fare con la campagna elettorale?”. “Chiedo al presidente Bardi – conclude Vaccaro- di mettere fine a questo atteggiamento di inerzia istituzionale. E se proprio, come ha affermato a commento dell’inchiesta che lo vede tra gli indagati, vuole continuare a guidare la regione, di pretendere dalla sua maggioranza, che in questi due anni ci ha costretti ad assistere a un teatrino politico indecoroso pur di occupare quante più poltrone, concretezza e fatti. Sempre se ne è capace. Perché di tempo, per dimostrarlo, ne è rimasto davvero poco”.

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