Anche le regioni hanno un Karma

Leggere gli stralci delle intercettazioni raccolte nell’ambito dell’indagine potentina, amareggia, fa rabbia, esaspera. È vero che origliare è un comportamento vigliacco, non perfettamente etico e odioso, ma cosa uguale può dirsi di chi in quelle intercettazioni si comporta come una divinità del male.

Ora è chiaro che le indagini devono seguire il loro corso e bla bla e nanì nanera, ma, a onor del vero, una smentita, o chiarimento, o delucidazione, da parte degli indagati ai lucani sarebbe dovuta.

Per esempio, quando si legge che a Barresi vennero sottratti dal bilancio 12 milioni di euro, poi elargiti a Spera, ohibò, è vero o no? E se sì, come è scritto nelle delibere, perché?

Immagino si sia trattato di delibere di giunta, quindi una spiegazione la devono Bardi e tutti gli assessori.

Proclamare, a testa alta e con voce stentorea “io non c’entro, ho fiducia nella magistratura” è esercizio inutile quanto offensivo dell’intelligenza. Piuttosto dicessero, che so, “il budget venne diminuito di 12 milioni perché erano soldi che sarebbero stati sprecati nell’acquisto di braciole dal dubbio gusto”, oppure “il budget era esagerato prima, ma non con Spera perché quest’ultimo pretende l’infinito futuro”, ma anche “Barresi aveva le mani bucate”. Ma qualche giustificazione la devono. Peraltro sull’ospedale piovono critiche numerose, tanto bene non va, allora ridurre gli stanziamenti deve avere un serio senso, ebbene che ce lo comunicassero.

Il quadro presenta un gruppetto di assessori del tipo “guappo”, un altro di passivi compartecipi e un governatore che non si capisce se è partecipe. Ma se non lo fosse sarebbe ancora più grave, perché significherebbe che altri decidono per lui, dandogli le incombenze quotidiane da svolgere acriticamente.

Se facessero chiarezza, al limite, se convincente questa, potrebbero anche continuare a sedere sulla poltrona coppola muniti, diversamente devono togliersi di torno. Dimettersi, fare un passo indietro, tutti inutili eufemisfi: togliersi di torno.

Beninteso non lo faranno, perché la loro sensibilità è pari a quella di un lupo di fronte alla pecora: va sbranata, punto. Non avvertono alcuna esigenza di chiarire eventuali equivoci con chi li ha messi lì e con chi ne subisce il potere. Ultimo il pasticcio della domanda del gasgratuitochegratuitononè, splendido esempio di cialtroneria amministrativa, davanti alla quale, perbacco, non si può evitare un plateale scappellamento, di toccar loro i piedi e inchinarsi per il livello di eccellenza toccato.

Per dire.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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