Absit iniuria verbo. Tecnologia sostenibile … o presa per il…?

Un termine oggi adoperato fin troppo spesso è la parola sostenibilità a cui però si aggiungono gli aggettivi più diversi quasi a renderlo rassicurante e giustificatorio in qualsiasi campo d’applicazione. Il concetto di necessarietà non sempre collima con esso ma il più delle volte viene sbandierato come se lo fosse non certo per migliorare la nostra esistenza.

Si confonde la possibilità con la probabilità che possa accadere un qualcosa di utile o vantaggioso per un determinato scopo e si finisce per creare ulteriori problemi invece di risolverne almeno uno: in generale se la

scienza crea problemi può però essa stessa trovarne le soluzioni o metterci nella condizione di risolverli, a livello sociale invece dovrebbe essere compito essenziale della politica far sì che si trovino e applichino le soluzioni necessarie. L’evoluzione umana sembra procedere diversamente nell’illusione, fagocitata da precisi interessi e profitti di cui non si può non vederne le finalità al giorno d’oggi. Sembra che tutto sia  possibile  o meglio che non esista la parola impossibile in barba alle stesse leggi probabilistiche che ci permettono di analizzare almeno il  problema  in modo più attendibile e che madre natura sia a nostra completa disposizione. Cosa ancor più deleteria tentare di condizionare la vita di ognuno di noi con un uso subdolo e accattivante della scienza statistica volutamente artata e finalizzata ad un risultato ben studiato e pianificato a priori.

L’informazione mediatica o della stampa pullula di trasmissioni e riviste in cui la possibilità dell’impossibilità diventa un dogma in cui credere, volere, potere diventano l’unico verbo manco a dirlo sostenibile!

È necessario porre attenzione al fatto che in ambiti sociali si possano creare danni irreversibili alla stessa democrazia a seconda di come s’intenda questa sostenibilità, ci vuol poco per ridurre in maniera soft le masse a greggi da controllare ed essendo noi anche animali rientrare nell’ovile!

Per focalizzare al meglio le nostre considerazioni possono essere di chiarimento gli articoli a cui sono dedicate molte trasmissioni o pubblicazioni a cui si accennava in precedenza. In ambito spaziale è stato messo a punto un progetto di ricerca per un satellite in grado di prevedere l’impatto di un meteorite di notevoli dimensioni che possa colpire il nostro pianeta e neutralizzarlo. Bene però è lecito effettuare bombardamenti sulla Terra e colpire la popolazione innocente, anche se tempo addietro s’invitava a mettere fiori nei … nostri cannoni!

Veniamo poi al drone: scambiando la realtà con un video gioco, arriveremo e speriamo il più tardi possibile se si voglia essere umani, a congegni diabolici di tal fatta in grado di sostituire persino nell’edilizia le persone per costruire edifici e poi non ci si lamenti della crescente disoccupazione! Si potrà forse impiegare il tempo in altro modo, ma quale?

I giapponesi hanno svolto una ricerca nel mondo dei robot o automi che dir si voglia con cui si potrà addirittura dialogare o conversare amabilmente anche con qualche sorrisetto da parte loro e ci sia permesso il pronome personale, ma è d’obbligo in casi simili!

Sappiamo anche dalla scienza quanti muscoli facciali si mettono all’opera in un sorriso, molti meno invece per piangere. Dovrebbe quindi essere più facile creare anche dei robot che piangano e si commuovano!

Ma i giapponesi conoscono il motto latino: risus abundat in ore stultorum?

Michele Vista
Michele Vista
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