Il re è nudo…nanotecnologie e molecole intelligenti?

Mettere a braccetto la scienza e la fantasia molte volte può portarci a vedere ciò che accade oggi in una prospettiva più disincantata al di là delle pastoie metalinguistiche e ben finalizzate dell’informazione.

Oggi una notizia non è più sensazionale ma è virale e come tale ha una capacità infettiva (visto che si parla di virus) direttamente proporzionale all’integrità neuronale del soggetto a cui si rivolge. In un mondo in cui succede di tutto: chi sgancia bombe o missili con disinvoltura o paventa l’uso del nucleare, integralisti e conservatori che vogliono mutare la direzione della freccia del tempo, altri che s’imbrodano nell’analisi di concetti a dir poco ectoplasmatici, non ci rimane se vogliamo capire qualcosa di ricorrere a quel poco di buon senso, e ce lo auguriamo, sia rimasto in noi. Nella favola di Andersen l’ingenuità pura del bambino può essere assimilata al buon senso dell’adulto e Albert Einstein commiserava l’uomo in cui non fosse rimasto nulla del fanciullo.

La scienza vera segue un suo percorso naturale obbligato al di là della devianza a cui la bestia umana cerca di sottoporla e ne vediamo le conseguenze che il più delle volte appaiono pianificate in malo modo. Occorre allora chiedersi quale sia il ruolo sociale della scienza? La risposta che si dà comunemente appartiene al linguaggio economico: il profitto.

Il concetto scientifico di rendimento non è affatto equivalente! Scomodiamo la chimica supramolecolare e le molecole intelligenti entrando nel mondo delle nanotecnologie che di sicuro potrà esserci di grande aiuto e si esalta la stupidità umana nel mettere a punto uno spray che sulla nuda pelle di un’avvenente modella spruzza fibre sintetiche in una soluzione polimerica modellando all’istante un abito griffato!

Si capisce chiaramente che è una pura e semplice operazione di marketing, la ricerca di nuovi materiali che la chimica fine mette a disposizione non solo in tempi recenti ma ormai da vari decenni (si consideri il cosiddetto tessuto non tessuto e di rimando si vada alle famose mascherine ecc. ecc.) ne costituisce un esempio esaustivo dell’uso malsano della scienza! Per non apparire fin troppo monotoni nelle nostre considerazioni cominciamo a guardare la realtà per quella che è nella sua oggettività e ben venga l’innocente esclamazione del bimbo nel vedere la vera realtà, scusandoci del bisticcio linguistico!

Michele Vista
Michele Vista
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