Absit iniuria verbo. Il Partito di Zi’Dima… e… il Partito degli Uzeda

di Massimo Pugnace

Si è finalmente conclusa la tanto insipiente attesa per la presentazione delle liste elettorali. Conosciamo una buona volta, ma c’era d’aspettarselo, anche i nomi dei contendenti. Fatta salva l’articolata disamina socio-culturale sul familismo in politica e nella società in generale del direttore responsabile ho apprezzato le acute e sottili ironie del collega Pansa sui possibili partiti in nuce, che dovrebbero fregiarsi di un ordine cavalleresco di notevole spessore come discriminante politico, mi permetterei di aggiungere ulteriori considerazioni.

La saga degli Uzeda, magistralmente descritta da Federico De Roberto nel suo romanzo I Vicerè ben si presta a descrivere la classe politica che un tal nuovo partito potrebbe generare. Tanti nomi illustri messi un po’ dappertutto ma universalmente noti, si passa dai dispensatori una volta di un numero esorbitante di nuovi posti di lavoro a chi distribuisce pillole di saggezza per levare il medico di torno (e in Italia già abbiamo pochi medici!), da chi vuol bloccare la fuga dei cervelli e tassare i ricchi per dare ai poveri (e ci mancava solo un Robin Hood di serie!) o altri che vogliono incrementare il numero di futuri campioni nelle più svariate discipline sportive memori delle grandi opere realizzate in tempi memorabili!

Unico fattore comune: profondi dissidi personali mascherati da caparbietà nell’agone politico che dispensano a più non posso saltando da uno studio televisivo a un altro all’insegna del cazzeggiare blaterando!

Addirittura chi avendone fatto di tutto questo la sua visibilità mediatica sostiene che questa sia stata l’arte di Leonardo da Vinci!

Non se ne può più, definirli esponenti del Partito degli Uzeda è soltanto un eufemismo!

intervento
intervento
Articoli: 550

Un commento

I commenti sono chiusi.