Absit iniuria verbo. …honi soit qui mal y pense…

di Diogene Pansa

Alla luce dei toni sempre più accesi, come di comune prassi e consuetudine per i nostri aspiranti politici, e considerando la foga araldica con cui si presentano agli elettori sembra assai consono alla bisogna di insignirli tutti, una volta designati dal popolo, ma si fa per dire, dell’ordine equestre della giarrettiera per due motivi di fondo: la buona fede delle nuove entries, si direbbe oggi, che promettono tutto e il contrario di tutto ammantandosene con orgoglio, e la spavalda sicurezza ostentata dai veterani che forse sono venuti in possesso della famosa formula messa a punto da mastro Zi’Dima di pirandelliana memoria!

In entrambi varrebbe però l’obbligo di indossare sempre nelle sedute parlamentari come segno distintivo la famosa giarrettiera, rispettivamente sulla gamba destra o sinistra (come invece impone l’ordine) a seconda dello schieramento politico cui si richiamano. Non si contempla, visto che si dispone anatomicamente di soli due arti, dove collocare il simbolo dell’ordine cavalleresco per quelli di centro i quali devono giocoforza sempre adattarsi!

Non ci resta che sperare che le cose possano finalmente migliorare, e in verità dato l’ambito cavalleresco in cui operano i nostri possiamo solo dire ad maiora semper e ancora, per non apparire parchi, per aspera ad astra!

intervento
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