Absit iniuria verbo. Forma, sostanza e… teoria della misura

di Massimo D’Aleppo

La caratteristica fisiologica di una campagna elettorale di promettere e dire tutto e il contrario di tutto ci permette di stilare una graduatoria dei vari aspiranti e formazioni di partito in funzione della loro possibile consistenza parlamentare in caso di un voto favorevole e può anche essere giustificata per le piccole formazioni. Non lo è affatto per quelli che ringalluzziti dai sondaggi che li danno come favoriti nel risultato dell’urna vogliono apparire più concreti: poche cose ma fatte bene!

È analizzando la forma dei loro interventi che non emerge alcuna sostanziale concretezza. Sembra di ascoltare un vecchio politico di qualche decennio passato che pur ricoprendo cariche istituzionali di rilievo riusciva a parlare senza dir nulla, quasi un automa!

Dilemma: è forse applicando la teoria della misura che riusciremo a esprimere un giusto voto?

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